(Adnkronos) - Un romanzo condito di resoconti processuali libera,mente ispirati alle storie vissute dall'autore nei suoi 30 anni di carriera. Un alternarsi di cronaca e finzione che fa emergere il lato nascosto delle storie raccontate davanti ai giudici della Corte d'Assise, ma anche i conflitti e le incertezze che agitano la coscienza del pubblico ministero che cerca di avere giustizia per le vittime e per chi resta. Un percorso processuale che trasforma inevitabilmente anche il magistrato e di cui l'autore vuole rendere conto. "Il pubblico ministero, in Corte d'Assise - rileva - deve scrivere con le prove la storia di un delitto perchè un giudice abbia elementi sufficienti per pronunciarsi al di là di ogni ragionevole dubbio e, al contempo, si confronta con l'istinto di morte". Il suo compito è "parlare di cose grandi con parole semplici, a tutti accessibili", e in questo quadro "il pubblico ministero si imbatte nell'anima dell'imputato". Il libro parla di tutto questo "è la voce del pubblico ministero - spiega lo scrittore - in storie di morte dove si intrecciano i demoni di un uomo maturo, i sentimenti di abbandono e la gelosia, il blocco affettivo di una giovane mamma, la pietas di un figlio, l'eterno ritorno della vita, il mondo della luce e il mondo delle tenebre". (segue)




