(Adnkronos) - Dal 1988 rivolge la sua attenzione all'Asia. Mentre esplora le aree occidentali della Cina, viene attratto dalle popolazioni che vivono nelle estreme altitudini del Tibet e dal Buddismo. Questo incontro lo porta, fra il 2004 e il 2008, a visitare quasi l'intera area di cultura tibetana, spingendosi poi alla scoperta delle origini nelle terre del sacro Gange, dove nacque l'Induismo. Dal 1995 al 2000 Nomachi accede alle più sacre città dell'Islam e viaggia per cinque anni in Arabia Saudita, avendo l'opportunità di fotografare il grande pellegrinaggio annuale alla Mecca e a Medina. E' stato così il primo a documentare in modo ampio e approfondito il prodigioso pellegrinaggio di oltre due milioni di musulmani verso la loro città santa, la Mecca. Dal 2002 visita anche gli altopiani delle Ande, il Perù e la Bolivia, per indagare l'intreccio fra cattolicesimo e civiltà Inca, ricerca che prosegue a tutt'oggi. Raccolte in 12 grandi edizioni antologiche, le sue fotografie sono pubblicate in tutto il mondo e appaiono nelle principali riviste di fotografia, come The National Geographic, Stern eGEO. ll 'fotografo della preghiera' negli anni si è aggiudicato numerosi e prestigiosi riconoscimenti per i suoi lavori. La mostra al Macro ('Nomachi, Le vie del sacro'), allestita in sette sezioni da Peter Bottazzi, è promossa dall'Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, dal Macro - Museo d'Arte Contemporane a Roma e da Civita, con il sostegno di Canon e con la collaborazione di Crevis e della Fondazione Italia Giappone. Il catalogo è pubblicato da National Geographic Italia.



