Roma, 14 ott. (Adnkronos) - C'è il banchiere che ha ricominciato da zero dopo aver perso tutto quello che aveva di più caro, l'attivista culinario che ha aperto il primo mercato solidale in Libano, la giornalista emigrata in Italia 22 anni fa che si occupa degli immigrati nel nostro paese e l'architetto figlio di due sopravvissuti allo sterminio nazista, che, emigrato negli Usa, ha trasformato la sua vicenda in opere di grande impatto emotivo. Sono solo alcune delle straordinarie storie che si incroceranno oggi in occasione del primo evento 'Rebirth - Sette testimonianze dalla resilienza alla Rinascita'. Alle 17 di stasera alla Camera dei Deputati, la Presidente Laura Boldrini - che ha fatto propria l'iniziativa- aprirà i lavori dell'incontro che mira ad unire le testimonianze di chi 'ce l'ha fatta' proponendo la resilienza individuale come 'patrimonio sociale'. "Da più parti è ormai espressa l'esigenza di una rinascita del nostro paese -ha spiegato all'Adnkronos Ludovica Rossi Purini, ideatrice del progetto 'Rebirth'- ma prima ancora dobbiamo raggiungere la consapevolezza propria degli esseri umani, la capacità resiliente: cioè quella di saper reagire alle avversità e riproporci in maniera progettuale per il futuro". L'idea è di valorizzare questa capacità capitalizzandone il valore a livello sociale. "Questa resilienza è, secondo noi, patrimonio sociale -sottolinea ancora Rossi Purini- Le istituzioni debbono incrementarla, valorizzarla attraverso l'intervento delle comunità intermedie, che devono tenerne conto come grande risorsa sociale". Ospite d'onore della giornata è Daniel Libeskind, figlio di due sopravvissuti ai campi di sterminio emigrati negli Usa, il grande architetto che ha saputo trasformare la propria vicenda umana in opere grandiose come Ground Zero o il Judisches Museum di Berlino. "Il mondo di oggi è pieno di oscurità e depressione e catastrofi -ha sottolineato stamane Libeskind alla presentazione dell'evento- ed è proprio in questi momenti che si ha bisogno di persone che abbiano scoperto cosa sia la resilienza. La base dell'architetture è proprio l'ottimismo: bisogna credere che le fondamente che si gettano siano per costruire qualcosa di meigliore" (segue)




