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Mostre: Venezia, in 'Atlantis' di Kantor il mare metafora della crisi occidentale

domenica 19 maggio 2013
Mostre: Venezia, in 'Atlantis' di Kantor il mare metafora della crisi occidentale

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Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - Maxim Kantor, uno degli artisti russi piu' conosciuti al mondo, pittore e incisore, scrittore e saggista, ritorna a Venezia con la mostra 'Atlantis', ospite dal 1 giugno al 10 settembre di Palazzo Zenobio. Nelle sale del palazzo settecentesco, i curatori Alexander Borovski, direttore della Sezione Arte Contemporanea del Museo Statale Russo di San Pietroburgo, e Cristina Barbano, curatrice ed organizzatrice dei progetti italiani dell'artista, assieme al direttore artistico del Palazzo, Marco Agostinelli, presenteranno in un percorso site-specific la produzione piu' recente dell'artista, che nel 2012 oltre ad importanti personali a Parigi, Oxford e San Pietroburgo ha tenuto anche una importante mostra al Palazzo delle Stelline di Milano. Nella citta' lagunare, dove ogni giorno si alternano alta e bassa marea, l'artista raccontera' la propria visione dell'attuale, ed ennesima, fase di crisi della civilta' occidentale, entrata in una fase di "bassa marea storica": il mare che si allontana e' l'immagine della recessione della civilta', la metafora evidente del senso di smarrimento dei nostri giorni. Alla bassa marea seguira' inevitabilmente l'alta marea, potente e minacciosa: rivoluzioni, guerre, tempeste. Con le sue opere l'artista esprime la dinamica dei cicli storici: il mare e il tempo della storia sono ciclici e rispondono solo alle proprie leggi. Se nella storia del pensiero occidentale l'immagine platonica dell'isola di Atlantide che si inabissa, matrice di angosce ancestrali, rappresenta in modo ricorrente le meditazioni sul destino della nostra civilta', nella storia dell'arte queste ultime trovano espressione nelle rappresentazioni visive di realta' immaginarie o storiche anche molto distanti fra loro, come la torre di Babele, la distruzione di Pompei, la torre di Tatlin, le Torri Gemelle, simboli della vanita' dei progetti grandiosi, della finitezza degli sforzi umani, del ritmo ciclico della storia. (segue)