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Quel grande gelo alla Biennale tra Giuli e Buttafuoco

Inaugurato il nuovo Padiglione centrale grazie ai 31 milioni del Mic, ma il ministro diserta
di Andrea Vallevenerdì 20 marzo 2026
Quel grande gelo alla Biennale tra Giuli e Buttafuoco

3' di lettura

Splende il sole in Laguna ma è gelido il clima tra i meandri della Biennale di Venezia. Ieri, per l’inaugurazione del Padiglione centrale dei Giardini di Castello ristrutturato coi fondi del Pnrr, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non si è presentato. Niente di sorprendente: la sua assenza era già nell’aria da giorni. Lo scontro col presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, sulla presenza della Russia alla 61esima esposizione internazionale d’arte è ancora fresco. «Di quel che non si può dire si deve tacere», ha detto ieri Buttafuoco. Il Ministero della Cultura, intanto, sta verificando la documentazione prodotta dalla Biennale per appurare eventuali aggiramenti delle sanzioni da parte del Cremlino. «Se il governo russo facesse propaganda saremmo noi i primi a chiudere il padiglione. Io sono filo-ucraino, abbiamo gemellato Venezia con Odessa e la Russia è l’aggressore, ma noi non siamo in guerra col popolo russo e l’arte è aperta. Siamo sempre stati una città aperta e democratica. Noi ai popoli dobbiamo rispetto, e dobbiamo continuare sulla linea della diplomazia e dell’apertura, perché la pace si crea così», ha dichiarato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Il governatore veneto, Alberto Stefani, ha stemperato le tensioni: «Sono convinto che il ministro Giuli verrà qui nei prossimi giorni e sono assolutamente convinto che non mancherà l’apporto del governo alla Biennale». Quanto alla polemica geopolitica, Stefani ha spiegato: «Io ho più volte ribadito la mia posizione e l’ho ribadita anche con atti parlamentari, perché sono stato membro della Camera dei Deputati. Nessuno è qui a fare questioni di carattere geopolitico, siamo qui per garantire uno spazio libero all’arte. L’arte non deve essere la scusa per fare la guerra ma deve essere un’occasione di pace, uno spazio libero». Il suo predecessore, oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha proposto invece la firma di un documento a favore della pace «sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perché lo faccia vivere e lo porti al mondo: sarebbe un gesto concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia». Un documento «capace di dire al mondo che la cultura non può tacere mentre crescono i conflitti» e che «richiami il valore del dialogo e della diplomazia, il rifiuto della guerra come soluzione alle dispute fra nazioni». «Può essere la Biennale, con il suo prestigio, a farsene portavoce di fronte al mondo», ha sottolineato il Doge.

Dalla Russia, il delegato per gli scambi culturali internazionali ed ex ministro della Cultura, Mikhail Shvydkoy, ha dichiarato ad ArtNews: «Possono essere imposte varie sanzioni e alle istituzioni ufficiali occidentali può essere vietato di collaborare con noi, ma nessuno può privare la Russia del diritto all’espressione artistica». Tornando alla riqualificazione del Padiglione centrale, per l’intervento di restauro il Ministero della Cultura ha stanziato 31 milioni di euro nell’ambito del Pnrr. I lavori, iniziati nel dicembre 2024 e conclusi in soli 16 mesi, hanno rispettato i tempi. Il tutto curato dalla Biennale di Venezia insieme al Comune e alla Soprintendenza: l’organismo architettonico dell’edificio è stato completamente ridisegnato, valorizzando la sua storia e al tempo stesso proiettandolo verso il futuro. L’area dei Giardini misura circa 51.000 metri quadrati, mentre la superficie del Padiglione centrale è di circa 5.450 metri quadrati. «Inizia un nuovissimo capitolo della storia gloriosa di un luogo unico, che ha avuto inizio 131 anni fa.

Un grazie alla lungimiranza del Ministero della Cultura per aver stanziato i fondi complementari al Pnrr», ha sottolineato durante l’inaugurazione di ieri il presidente Buttafuoco. Per poi evocare Gabriele D’Annunzio, che nel 1895 chiuse con un celebre discorso la prima Esposizione internazionale. «In nessun altro luogo questi ospiti potrebbero sentire più profondamente il discordo che è oggi tra l’Arte e la Vita», disse il Vate, esortando gli artisti a raggiungere Venezia («venite a riconoscere i vostri mali sotto lo splendore di quest’anima antica e pur sempre novella»). La Biennale aprirà il 9 maggio e chiuderà il 22 novembre. I primi giorni di giugno ci sarà la «presentazione di un nuovo spazio riqualificato: il nuovo Archivio storico all’Arsenale», ha annunciato Buttafuoco, che sarà un «polo culturale che permetterà alla Biennale di rafforzare il proprio ruolo di scambio».