Roma, 22 apr. (Adnkronos) - L'antiquariato italiano, quello 'vero' lontano sia dai clamori delle grandi aste sia dal brusio dei mercatini improvvisati, e' in crisi, con vendite in calo e pessime aspettative sul futuro. E' quanto risulta da una indagine fra gli operatori del settore condotta dalla Fima (Federazione Italiana Mercanti d'Arte), che sara' il punto di partenza del convegno 'L'oggi e... domani? della professione', in programma a Milano il 7 maggio prossimo, e che l'Adnkronos e' in grado di anticipare. Il sondaggio, realizzato nel mese di marzo ed i cui risultati sono stati eleborati nei giorni scorsi, si e' indirizzato alla platea dei circa 550 associati Fima, un componente forte del settore che annovera circa 2.800 operatori certificati. Il campione, che si e' diviso in un 89,4% di antiquari, 7,8% di restauratori e 2,8% di mediatori o altre figure professionali, per l'80% ha affermato che il 2011 e' stato in calo rispetto al 2010 (in crescita per l'8% e stabile per il 12). Tra gli operarori per i quali il 2011 e' stato in calo ben il 73% ha lamentato una riduzione di oltre il 20%. Per il 95% dell'intero campione la propensione all'acquisto da parte dei clienti e' in calo e guardando poi al futuro prevale nettamente il pessimismo: per l'84% l'acquisto di articoli di antiquariato si ridurra' ancora. "Io sono un ottimista -commenta all'Adnkronos il presidente della Fima, l'antiquario milanese Carlo Teardo- ma ormai sono troppe le problematiche che affliggono il nostro mestiere, a partire dalle regole che soffocano la possibilita' di esportare". Quanto ai punti di 'resistenza' del mercato, per Teardo "il mercato e' ancora abbastanza vivace solo per i dipinti dell'800 e per l'oggettistica di modernariato". (segue)




