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I contributi volontari non servono più

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Andrea Tempestini
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di Augusto Giovanazzi Mia moglie, nata nel 1954, ha smesso di lavorare nel  1987. Tra il 1988 e il 1989 ha effettuato dei versamenti volontari per 15 mesi versando allora nelle casse dell'Inps lire 6.479.019. Quei versamenti   le avevano datto l'opportunità di raggiungere i 15 anni di anzianità che poi le avrebbero garantito la pensione di vecchiaia all'età stabilita dalla legge. Questo principio è rimasto sempre valido in tutti i vari governi che si sono succeduti fino   al governo Monti che ha stravolto tutto. Sono state create due tranche di lavoratori che dovrebbero ottenere una salvaguardia. Per quanto riguarda il capitolo versamenti volontari, nella prima tranche di 65.000 unità si dovrebbe ottenere il requisito a pensione entro il 30 novembre 2013, mentre nella seconda di 55.000 unità entro il 30 novembre 2014 considerando la finestra mobile. Se abbiamo interpretato bene mia moglie resterebbe fuori per 10 mesi raggiungendo il requisito a settembre 2015. Questa potrebbe essere una logica se poi chi non fosse rientrato in queste salvaguardie potesse percepire la pensione a 66/67 anni di età, cioè al compimento dell'età pensionabile. Invece sembra che abbiano cancellato tutto come con un colpo di spugna.

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