Roma, 11 dic. (Adnkronos) - "Siamo nel campo di un'opinione personale". Così il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, commenta le dichiarazioni del leader Pdl, Silvio Berlusconi, che ha definito lo spread "un imbroglio". "Lo spread invece è importante - sottolinea - perché impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico e quindi sulla possibilità di destinare fondi, invece che a pagare interessi, a ridurre il cuneo fiscale che è quello che poi è più importante per rilanciare economia del Paese". Quanto alle reazioni dei mercati di fronte alla crisi di governo aggiunge: "Non dobbiamo guardare alle reazioni isteriche del momento perché ci può essere qualcuno che ne trae profitto. Credo che invece sia necessario avere sempre una visione di medio lungo periodo perché quello che veramente conta è che dalle prossime elezioni esca un governo stabile, capace di governare per fare una buona politica", aggiunge a margine dei lavori del Centro Studi. Il Paese, d'altra parte, ribadisce ancora, "tornerà a crescere se saprà creare le condizioni ideali per poter riprendere a investire e a fare occupazione". E il lavoro, per il nuovo esecutivo, non manca: dalla madre di tutte le riforme come la semplificazione normativo burocratica alla riduzione del costo dell'energia, dalla ripresa degli investimenti per la ricerca ai nuovi investimenti per le infrastrutture. Temi, conclude, su cui "il governo si dovrà concentrare con molta determinazione", perché è da qui "che dipenderà la ripartenza". "Ci preoccupa molto, in questo momento - continua -, il fatto che si stia parlando di candidati, di candidature, di raggruppamenti, ma non assolutamente di problemi concreti, di misure economiche da prendere per ristimolare la crescita in nostro Paese". Pesa dunque per Confindustria l'assenza dei temi della crescita dai dibattito politico in vista delle elezioni. "L'economia non è al centro del dibattito e sono preoccupato perché anche negli ultimi confronti, si è parlato di tutto tranne che di economia", ribadisce Squinzi. "E invece serve una politica che supporti e che rimetta l'impresa manufatturiera al centro di tutto", prosegue. Poi, rispondendo a una domanda su un eventuale impegno diretto di Monti, sottolinea: "Chiunque si presenti e ottenga una maggioranza con una legittimazione popolare, è il benvenuto, sia esso Monti o chiunque altro". "Gli italiani - osserva poi - hanno accettato con compostezza i sacrifici richiesti per ridurre il deficit e sarebbe insultante ora scambiare questa compostezza per una rassegnata impotenza". "L'Italia ha tutte le potenzialità e le risorse per superare questo momento e ritrovare la strada della crescita. Ma servono strategie perseguibili. Non siamo più sull'orlo del baratro ma non possiamo abbassare la guardia, dobbiamo restare in allerta", conclude Squinzi.




