(Adnkronos) - L'area a freddo di Taranto, che conta circa 300 dipendenti complessivamente, si avvia alla quasi totale paralisi. Infatti gia' circa 1950 posizioni lavorative erano interessate da una richiesta di cassa integrazione guadagni (area tubifici, rivestimenti tubificio, una parte del Laf-Laminatoio a freddo, treno nastri 1) per l'effetto di problemi di mercato. Di questi, circa 900 casse integrazioni sono gia' partite e dureranno, sempre secondo le previsioni massime, tredici settimane: essendo iniziate ai primi di dicembre, dovrebbero finire agli inizi di marzo. "Questo e' un tetto massimo - spiega Mimmo Panarelli, segretario territoriale della Fim Cisl all'Adnkronos - perche' sono convinto che, se si riesce a liberare i magazzini e a ripartire con la vendita e la spedizione dei prodotti finiti, molto probabilmente questo permettera' di ripartire gradualmente con gli impianti dell'area a freddo. E quindi la cassa integrazione potrebbe ridursi notevolmente". Ci sono poi 200 lavoratori ancora in cassa integrazione a causa delle conseguenze del tornado del 28 novembre (erano 1031 ma poi con la graduale ripresa degli impianti il numero si sta assottigliando).




