Taranto, 13 dic. (Adnkronos) - L'avvio verso la quasi totale paralisi dell'area a freddo dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, a causa anche dei problemi creati dal fermo della commercializzazione dei prodotti finiti e semilavorati bloccati dal sequestro da parte dell'autorita' giudiziaria, provochera' effetti a catena nei prossimi giorni nelle altre fabbriche del gruppo in Italia che dipendono dalla produzione di acciaio della citta' jonica. Lo ha riferito il dirigente del personale dell'azienda Enrico Martino ai sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uil Uilm di Taranto nell'incontro di stamane. "All'estero si registra gia' il fermo dello stabilimento della Grecia - spiega all'Adnkronos Mimmo Panarelli, segretario della Fim Cisl di Taranto - e l'avvio del fermo di quello in Tunisia. In quello di Genova e' iniziata la progressiva fermata. Il decatreno, il cuore del laminatoio a freddo, e' gia' fermo e nei prossimi giorni, poco prima di Natale, prevedono la completa fermata di Genova. Anche a Novi Ligure lunedi' inizia la fermata progressiva. Mentre per quanto concerne le altre realta' del gruppo, Racconigi Salerno e Pratica di Mare, sono gia' fermi".




