(Adnkronos Salute) - Nel documento, l'amministrazione elenca i punti sui quali l'azienda e' venuta incontro alle richieste dei sindacati. Sulla prima proposta - che consiste in un taglio del 9% in media sull'intera retribuzione, senza intaccare i minimi taballari e secondo criteri di progressivita' basati sulle categorie contrattuali (da un minimo di 91 euro a un massimo di 196 su base mensile di 13 mesi, e da 99 a 212 euro su base mensile di 12 mesi) - "vi abbiamo confermato che la riduzione e' temporanea", con verifiche periodiche ogni 6 mesi, per abbassare la percentuale di riduzione delle retribuzioni nel caso in cui venisse superata la situazione di perdita. L'azienda fa notare anche un "possibile vantaggio fiscale per il dipendente derivante dall'applicazione del contratto Aiop", altro punto fortemente osteggiato dai sindacati. L'amministrazione evidenzia inoltre di avere accolto la richiesta di non azzerare la quota di ferie arretrate, in caso di mancato smaltimento, trovando pero' una soluzione che permetta all'azienda di recuperare un ulteriore 1% sui costi del personale del comparto. E ancora - si legge nel documento - e' stata spostata l'efficacia della disdetta degli accordi aziendali di 3 mesi, dal 1 gennaio al 30 marzo 2013, e anche piu' avanti relativamente ad alcuni specifici accordi. E' stata poi accolta la richiesta di posticipare il termine per discutere l'applicazione del nuovo modello organizzativo delle sale operatorie. Quanto al passaggio dal contratto della sanita' pubblica a quello della sanita' privata, quindi all'applicazione del contratto Aiop, "abbiamo proposto che anziche' avvenire il 1 gennaio 2014 nella sua pura formulazione standard, avvenga entro il 30 marzo 2013 con l'introduzione di elementi di armonizzazione" discussi insieme. Infine, sono state accolte le richieste di introdurre subito "un'indennita' ad personam non assorbibile che consenta di mantenere inalterato il minimo tabellare della fascia attualmente acquisita", e che il passaggio al contratto Aiop avvenga "senza variazione dell'orario di lavoro (nessun passaggio da 36 ore a 38 ore)". La delegazione aziendale ribadisce "ancora una volta che, ai sensi dell'accordo che siamo pronti a firmare, non verra' toccata in alcun modo la retribuzione tabellare" e "null'altro verra' modificato" rispetto a quanto previsto nell'accordo.




