Perugia, 28 dic. - (Adnkronos) - "O il 2013 segnera' una netta inversione di tendenza nelle politiche economiche portate avanti dall'Italia, oppure il dramma occupazionale continuera' ad allargarsi con conseguenze nefaste sulla situazione sociale, gia' molto critica, dell'Umbria e dell'intero Paese. La parola d'ordine e' discontinuita': la Cgil dell'Umbria la pone come condizione irrinunciabile per guardare all'anno nuovo con un minimo di ottimismo e per questo ribadisce il suo no all'agenda Monti". Lo ha detto Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell'Umbria, intervenuto insieme ai membri della segreteria regionale nella consueta conferenza stampa fine anno che la Cgil ha tenuto presso la sua sede di Perugia. "Il rigore cieco e a senso unico ci ha portato a questa situazione critica, lo stillicidio di aziende e posti di lavoro continua - ha osservato Bravi - come dimostra il nostro aggiornamento sulle oltre 90 crisi aperte nelle nostra regione, che quotidianamente registra un'evoluzione, anzi un'involuzione, con nuovi posti di lavoro persi e aziende che chiudono i battenti". Il segretario Cgil ha portato l'esempio dell'ultima crisi, aperta proprio in queste ore, quella del gruppo Giorgetti, che ha comunicato la cessazione dell'attivita' di tutti i punti vendita in Umbria (con conseguente perdita di circa 25 posti di lavoro). Ma, al di la' delle singole aziende, e' il trend complessivo ad essere estremamente negativo: gli ultimi dati sulla cassa integrazione dell'Osservatorio nazionale della Cgil vedono l'Umbria in testa tra le regioni italiane per aumento di ore di cig concesse (+40% nei primi 11 mesi del 2012, contro una media nazionale del 9%)". (segue)




