Siena, 4 ago. - (Adnkronos) - La congiuntura vitivinicola mondiale affronta una fase delicata con la ripresa dei consumi che tarda ad arrivare. Se da un lato, nel 2013, la produzione mondiale di vino può essere qualificata come medio-forte (nuovi record produttivi sono stati registrati da Cile e Spagna), dall'altro i consumi mondiali scontano tuttora gli effetti della crisi. Sono questi i principali risultati di uno studio dell'Area Research di Banca Mps che ha preso in considerazione l'andamento del settore vitivinicolo in Italia e nel mondo. Sebbene il commercio mondiale di vino nel 2013 sia diminuito in termini di volumi di oltre il 2% rispetto al 2012, l'incremento dei prezzi, che ha caratterizzato la prima parte del 2013, ha consentito una crescita delle entrate totali di circa l'1,5%, con una spesa corrispettiva che si è attesta a 25,7 miliardi di Euro. Il 2014 sembra iniziare in salita con gli scambi internazionali che tornano a rallentare (-1,6% e -3,4% in volume ed in valore rispettivamente) a causa della flessione registrata dallo sfuso. L'Italia mantiene un ruolo di rilievo nella produzione mondiale (prima in volume nel biennio 2012-2013 secondo le stime preliminari dell'Oiv), ma sconta evidenti difficoltà sul mercato domestico, con i consumi in continuo calo. L'export rimane quindi il driver principale della domanda: nonostante segnali di debolezza in termini di volumi, con le vendite all'estero di vino italiano tornate sui livelli del 2009-2010, gli introiti continuano ad espandersi (+8% a/a circa in valore nel 2013), grazie a prezzi medi sostenuti, in parte derivanti da una migliore qualità esportata. Bene anche il I quadrimestre 2014 con le vendite all'estero che crescono dell'1% in volume e del 3% in valore. (segue)




