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Agroalimentare: nel Nord Est calo dei consumi e debolezza della domanda (5)

domenica 28 aprile 2013
Agroalimentare: nel Nord Est calo dei consumi e debolezza della domanda (5)

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(Adnkronos) - Consuntivo 2012. Il 2012 si chiude con il segno negativo: le imprese che riportano un calo del fatturato rispetto al 2011 (il 37,8% del campione) sono piu' numerose in confronto a quelle in crescita (pari al 29,6%). Il saldo di opinione da +18 precipita a -8. A soffrire maggiormente sono le realta' di dimensioni minori (1-9 addetti) con il 44,1% che ha visto ridursi il fatturato. Il dato migliora pero' al crescere delle dimensioni: tra le grandi (oltre 40 addetti) il 55% dichiara una variazione positiva del dato. Il confronto regionale vede Trento (saldo di opinione a -18) e il Friuli Venezia Giulia (-16) in maggiore difficolta' rispetto al Veneto (-4); in riferimento ai settori, l'unico dato positivo riguarda le Bevande con il 48,6% degli imprenditori che dichiarano un aumento di fatturato. Le aziende esportatrici registrano mediamente performance migliori, tra quelle che realizzano dal 31 al 50% del proprio fatturato all'estero, il 70,8% ha visto aumentare il volume d'affari (il dato totale e' pari a 29,6%). Quasi sette imprese su dieci mantengono gli organici invariati (il 68,4% del panel) e solo il 14,1% assume nuovo personale (dato che sale a 32,8% per le aziende con oltre 50 addetti), con un saldo di opinione che peggiora quindi da +4 a -3. La crescita del costo delle materie prime coinvolge piu' di otto imprese su dieci (81,7%), ma la capacita' di ribaltare tali aumenti sul prezzo dei prodotti finiti appare sostanzialmente in linea con quanto registrato nell'anno precedente. Il 41% delle imprese ha apportato variazioni in aumento dei prezzi dei propri prodotti (soprattutto nel settore delle bevande) e il 53,3% li ha mantenuti stabili. Piu' della meta' delle imprese dell'agroindustria (56,2%) giudica "normale" la liquidita', il 43,5%, invece, la ritiene insufficiente (39,5% nel 2011). Il 62,7% delle imprese dichiara di incassare i propri crediti in ritardo. La situazione, pur rimanendo critica, registra un leggero miglioramento rispetto al dato rilevato lo scorso anno (68,1%).