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Manovra, spread a 400: i timori del governo e i primi segni di contagio

Cristina Agostini
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I segnali dai mercati sono negativi per l'Italia. Per la prima volta dopo cinque mesi sono emersi i chiari sintomi di contagio finanziario dal debito pubblico italiano verso economie solitamente più stabili come Spagna e Portogallo. E il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni ha cominciato a salire fino a raggiungere il 3,73% (più del doppio sopra il livelli pre governo giallo-verde) nota il Corriere della Sera. Un aumento che ha effetti sul costo più alto che i contribuenti dovranno sopportare in interessi sul debito e sulle imprese e sulle famiglia perché fa salire il costo di finanziamento anche per gli istituti e ne erode il patrimonio.   Leggi anche: "La tragica figuraccia di Conte in Europa". Bechis, ciò che non sapevamo La sfiducia nei confronti dell'Italia da parte degli investitori nazionali ed esteri cresce. Non è di certo convincente un vicepremier, Luigi Di Maio, che minaccia di denunciare la sua stessa legge di Bilancio e a pesare è anche la sensazione che il governo non sia preparato sulle dinamiche del debito. Quando Matteo Salvini e Paolo Savona hanno affermato che avrebbero reagito se lo spread fosse arrivato a 400 punti, gli investitori hanno concluso che possono continuare a puntare contro l'Italia senza paura di bruciarsi le mani e gli speculatori al ribasso hanno trovato un obiettivo da perseguire. Intanto le agenzie di rating hanno già indicato "prospettive negative". Moody's, nonostante l'auspicio del premier Giuseppe Conte potrebbe decidere il declassamento di un grado nel giudizio sulla tenuta del debito. Probabilmente, grazie al lavoro dei vertici del tesoro il doppio declassamento sarà evitato. E poi c'è S&P, che si esprimerà tra una settimana.  

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