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Il direttore in campo

Vittorio Feltri contro il salario minimo di Luigi Di Maio: "Matteo Salvini, ferma questa roba"

12 Giugno 2019

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Vittorio Feltri

Adesso Di Maio rompe l'anima a tutti con il salario minimo garantito senza sapere che esistono già i contratti sindacali, i quali stabiliscono le paghe per operai e impiegati. Le aziende che non si attengono alle tabelle nazionali vanno incontro a pesanti sanzioni. Non si capisce cosa vogliano di più e di diverso gli accattoni del Movimento 5 Stelle. Bisogna far rispettare le leggi esistenti e non crearne di nuove che ingessino l' economia, paralizzandola.

Già i grillini hanno creato un formidabile casino istituendo il reddito di cittadinanza, incassato da furbi e furbetti che lavorano in nero, camorristi e mafiosi ovviamente nullatenenti i quali non denunciano il becco di un quattrino. Una iniziativa tra le più idiote che siano mai state assunte dalla Repubblica italiana. Ora ci mancava il salario minimo per completare l'opera distruttiva ai danni delle imprese. Noi, gente pratica, siamo invece favorevoli al salario massimo che pretendiamo a fronte di prestazioni ad alto livello.

I compensi bassi li lasciamo volentieri agli straccioni incapaci di fare decentemente un qualsiasi mestiere specializzato o almeno utile alla collettività. Della pubblica carità elargita dallo Stato non ci interessa affatto. Basta con l' assistenza riservata ai fannulloni in cambio di voti plebei. Di Maio e soci hanno una mentalità terrona che confligge con le elementari norme del mercato, le quali prevedono che le retribuzioni siano proporzionate alla produttività di chi le percepisce. Chiediamo a Salvini, l' unico che abbia un po' di sale in zucca, di opporsi a certe misure insensate e oltremodo negative.

Marco Rizzo, leader dei residuali comunisti italiani, ha dichiarato al Tempo di Roma che i marxisti desiderano creare una società in cui non vi siano più poveri. Infatti, laddove è stata realizzata la dittatura del proletariato, ogni cittadino, esclusa la nomenklatura, si è ritrovato con le pezze al culo. Si è così materializzato il sogno leninista: se la massa popolare è completamente indigente, nessuno è più indigente e tutti sono miserabili, quindi felici sul lastrico.

Addio invidia sociale poiché non c' è più alcuno da invidiare. L'unico comunista che ho apprezzato è stato Gorbaciov in quanto ha distrutto ed eliminato il bolscevismo. Ci auguriamo che Di Maio lo emuli cancellando la stupidità dei pentastellati ancora più fessi dei compagni.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • pttfabrizio@gmail.com

    pttfabrizio

    13 Giugno 2019 - 06:06

    il salario minimo ci vuole, cominciando per i sindacalisti, anche per loro salario minimo, ma minimo, e pensione minima, via la legge che possono andare in pensione prima con pensioni triple degli altri, per quel cazzo che hanno fatto da vivi, solo rotto i coglioni.

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