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Mediaset, Pier Silvio Berlusconi sotto assedio: doppia causa di Vivendi contro il Biscione

23 Settembre 2019

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Pier Silvio Berlusconi, Mediaset

Pier Silvio Berlusconi e Mediaset sotto assedio. Vivendi ha avviato due distinte azioni legali in Spagna e Olanda per contrastare la nascita di Media for Europe, la holding olandese promossa da Mediaset per farne il futuro polo televisivo paneuropeo. In Spagna la causa è incentrata per bloccare la fusione di Mediaset Espana con la controllante Mediaset spa, mentre in Olanda la causa è impostata per vietare l’introduzione di diversi punti dello statuto previsto dal piano di fusione. I francesi, insomma, pronti a tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote del Biscione.

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Nello specifico - informa il gruppo di Cologno Monzese con una nota - Vivendi, a seguito della delibera dell’assemblea straordinaria di Mediaset Espana che si è tenuto il 4 settembre relativa alla fusione transfrontaliera con Mediaset SpA, ha avviato un procedimento giudiziario in Spagna contestando la delibera stessa. La prima udienza avrà luogo il 2 ottobre prossimo. Inoltre, Vivendi ha avviato, parallelamente, un procedimento giudiziario preliminare in Olanda chiedendo al giudice, tra l’altro, di vietare a Mediaset Investment NV l’introduzione delle disposizioni previste degli articoli 13 (Disposizioni relative alle azioni di voto speciali), 42 (Obblighi degli azionisti) e/o 43 (Richiesta di offerta obbligatoria) nello statuto sociale previsto dal piano di fusione. In questo caso, l’udienza è stata fissata per il 16 ottobre 2019.

Infine, Mediaset informa contestualmente che martedì 8 ottobre si terrà la prima udienza della causa di Appello promossa da Dailymotion, controllata da Vivendi, che ha impugnato la sentenza emessa dal tribunale di Roma il 15 luglio 2019. Con questa sentenza Dailymotion è stata condannata a pagare 5,5 milioni di euro per l’utilizzo illecito di 995 video Mediaset coperti da diritto d’autore. Questa sentenza ha concluso il primo grado della prima di sette diverse cause contro Dailymotion i cui esiti si attendono a breve e che, considerando i criteri economici riconosciuti nella prima sentenza, potrebbero dare luogo a un risarcimento complessivo superiore ai 200 milioni di euro.

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