Milano, 16 dic. (Adnkronos) - In qualità di internazionalizzazione tra le regioni italiane "il dualismo Nord-Sud resta evidente con il Nord Ovest che tende a primeggiare, con in testa Lombardia e Piemonte che distanziano nettamente tutte le altre regioni italiane". E' quanto emerge dal secondo rapporto 'L'apertura internazionale delle regioni italiane', frutto della collaborazione tra il Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e Srm, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Il grado di internazionalizzazione viene misurato attraverso tre indici - economico, sociale e infrastrutturale - che analizzano fattori come l'export, la presenza di studenti stranieri o la presenza di porti e aeroporti che facilitino la comunicazione. Dopo Lombardia e Piemonte, seguono, a distanza, le quattro regioni del Nord-Est: nell'ordine, Veneto, Emilia Romagna, Friuli- Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, che "spiccano - sottolinea il rapporto - soprattutto per l'alto grado di internazionalizzazione sociale". Chiudono l'elenco delle aree al di sopra della media italiana due regioni del Centro, Toscana e Lazio, molto vicine al Trentino-Alto Adige, grazie a buoni livelli di internazionalizzazione sociale. Poco al di sotto della media italiana si trovano Liguria, Marche e Umbria che, nonostante una buona internazionalizzazione sociale, sono penalizzate da un grado di internazionalizzazione economica contenuto. Il gap si allarga per Valle d'Aosta e Abruzzo e diventa enorme per le altre regioni del Mezzogiorno. "Pesa il forte ritardo accusato in tutti e tre i sottostanti indici di internazionalizzazione sociale, economica e infrastrutturale".




