Parigi, 17 dic. - (Adnkronos) - Continua a crescere il peso del fisco nell'area Ocse con una pressione media salita nel 2012 al 34,6% dal 34,1% dell'anno precedente. Ma i dati Ocse sulle entrate fiscali diffusi oggi mostrano anche come l'Italia si piazzi al terzo posto per l'aumento della pressione, salita nel 2012 al 44,4% del Pil: l'incremento rispetto all'anno precedente e' stato di 1,4 punti di Pil, superato solo dal +1,8% dell'Ungheria e dal +1,6% della Grecia. In generale, il livello di pressione fiscale registrato lo scorso anno in Italia e' il quarto più 'pesante', dietro Danimarca (48,0%), Belgio (45,3%) e Francia (45,3%). Solo 9 paesi di quelli considerati dall'Ocse hanno registrato un calo della pressione fiscale, con la riduzione piu' forte in Israele (-1 punto percentuale al 31,6%). Ancora piu' impressionante il confronto con la situazione pre-crisi: se la Svezia ha reagito tagliando 3,1 punti di Pil di pressione fiscale (scendendo dal 46,4% al 44,3%). Stessa 'cura' e' stata adottata in Islanda (-3,4 punti al 37,2%) e Spagna (-3,4 punti al 32,9%). Se in Italia nello stesso periodo l'aumento e' stato di un punto percentuale, la Turchia fa registrare il balzo piu' forte della pressione (+3,6 punti al 27,7% del Pil). In generale il peso del fisco piu' basso si registra in Messico (19,6%) e Cile (20,8%), seguiti dagli Stati Uniti, dove la pressione lo scorso anno e' cresciuta di 0,3 punti al 24,3%.




