(Adnkronos) - "Non ho mai parlato del sistema di gestione dei rifiuti in Toscana come un modello - ha osservato l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini - tutt'altro: ho rilevato limiti e criticità, con amarezza, perché ci sono tutte le potenzialità per fare ciò che fanno altre regioni del centro-nord". In questa prospettiva, ha ricordato di aver promosso una riforma degli Ato non solo per una loro razionalizzazione, ma soprattutto per introdurre una programmazione di area più vasta, indispensabile per avere impianti efficienti sia sul piano ambientale che economico. "In questo piano non ci sono posizioni teoriche - ha replicato l'assessore - La raccolta differenziata deve essere aumentata, altrimenti gli impianti devono essere realizzati. La raccolta, però, deve essere di qualità, altrimenti non c'è chi compra". Bramerini ha inoltre rivendicato l'obbiettivo politico di includere nel piano i rifiuti speciali, che possono essere trattati utilmente sul territorio, ed ha sottolineato l'importanza del piano di monitoraggio annuale, per una verifica costante sugli obbiettivi. "È l'occasione per la Toscana - ha concluso Bramerini - per fare un salto di qualità". All'unanimità il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione, nella quale si impegna a superare la programmazione interprovinciale, con la revisione della legge regionale 25/98, con metodo partecipativo ed aperto. In particolare, dovranno essere indicati gli obbiettivi di riduzione della produzione pro capite dei rifiuti e le percentuali di quelli da destinare alla termovalorizzazione ed alla discarica. Dovrà, inoltre, essere evitata la realizzazione di impianti diffusi sul territorio, assicurando una presenza proporzionale di tipologie all'interno di ciascun ambito. La Giunta, come già accennato, dovrà fare in modo che le province e gli Ato non diano attuazione alle previsioni in contrasto con il piano e ricerchino accordi tra Autorità di ambito ed i gestori unici attuali (Ato Sud) e futuri (Ato Costa e Ato Centro) per superare le previsioni impiantistiche contrastanti ed evitare contenziosi. Dovrà, infine, essere promossa una tariffazione puntuale da parte dei Comuni, per incentivare i processi virtuosi a sostegno dell'incremento della raccolta differenziata.




