(AdnKronos) - "L’Italia continua a occupare posizioni di fondo classifica nella graduatoria del Paying Taxes della Banca mondiale-Pwc. L’ultima edizione del rapporto (del 2019, relativa al 2017), evidenzia come il total tax rate sia tornato a salire, assestandosi al 53,1%, rispetto al 48% dell’anno precedente. Per quanto riguarda poi il tempo necessario a una Pmi per svolgere alcuni adempimenti fiscali standard (calcolare e pagare l’imposta sulle società, l’Iva, le imposte sui salari e i contributi) siamo a 238 ore all’anno, lo stesso impiegato in Messico. Nell’Unione Europea soltanto Portogallo, Polonia, Ungheria e Bulgaria fanno peggio. Le incertezze interpretative complicano il quadro, rendendo il sistema simile a una giungla, come potrà confermare qualsiasi commercialista, costretto a barcamenarsi fra scadenze attese e possibili proroghe, spesso necessarie", stigmatizza Valerio. Ma quali sono le ragioni sottostanti? "Viene facile indicare un sistema che pretende dati a profusione dal contribuente rendendo il quadro fiscale farraginoso o ostile, come dimostra anche l’alto numero di contenziosi tributari. E poi sono da considerare i ritardi con cui l’amministrazione predispone gli strumenti indispensabili per mettere i contribuenti nella condizione di poter adempiere ai propri obblighi fiscali, basti pensare solo all’obbligo della fatturazione elettronica, introdotta a gennaio tra informazioni incomplete e istruzioni incerte. Chi ci governa continua a promettere soluzioni taumaturgiche, tra flat tax e nuovi condoni, ma di una vera semplificazione, oggi indispensabile come l’aria per respirare, non c’è traccia", conclude.




