(AdnKronos) - A Milano città, dove sono presenti 404 ditte alimentari con a capo uno straniero (48% del totale), il 35% è guidato da un trentenne (30-39 anni) e il 31% da un quarantenne (40-49 anni). Fra gli italiani invece, prevalgono i cinquantenni con il 31%, seguiti dai quarantenni al 29%. Simile la situazione fuori città. Nell'Area metropolitana gli artigiani alimentari stranieri (492 su 1183, il 41,6%) sono per il 37% quarantenni e per il 33% trentenni, mentre gli italiani pareggiano fra i quarantenni (32%), mentre si attestano al 29% fra i cinquantenni. In Brianza, i piccoli imprenditori del cibo italiani sono per il 29% quarantenni e per un altro 29% cinquantenni. Gli stranieri, 41,8% su 670 ditte totali, anche qui sono più giovani: 35% quarantenni, 34% trentenni. Tra i giovanissimi (19-29 anni) a Milano città gli stranieri si attestano al 7% contro il 4% nostrano; in Area metropolitana al 9% contro il 6% italiano; mentre in Brianza sono di più gli italiani (8%) rispetto agli stranieri (7%).




