(Adnkronos) - Per quanto riguarda, invece, il mercato creditizio, si segnala ancora una riduzione complessiva del credito erogato al settore privato (-2,1%), con dinamiche differenziate a livello provinciale, che trova una spiegazione anche nell'aumento dei prestiti inesigibili. Sul versante opposto si registra un nuovo aumento dei depositi delle famiglie consumatrici, condizionate da motivi precauzionali e dal basso livello dei tassi di interesse, che spingono a favorire le forme più liquide di risparmio. "La congiuntura economica regionale rimane stagnante - ha spiegato Adam Asmundo, responsabile delle analisi economiche della Fondazione Res -, ma sembra ormai orientata al superamento della fase più critica, predisponendosi a una ripresa della domanda interna sostenuta dagli investimenti produttivi e, in misura minore, dalle esportazioni, che continuano a rappresentare un ottimo canale di mercato per alcuni comparti produttivi". Per Fabio Mazzola, preside della facoltà di Economia dell'Università di Palermo, "il rilancio degli investimenti fa vedere un barlume di luce in fondo al tunnel. E' un'inversione di tendenza importante, perché dal 2008 al 2013 al Sud e in Sicilia gli investimenti sono crollati del 50%, portando ad una vera e propria desertificazione industriale. E' ovvio - ha concluso - che adesso occorrono delle politiche di sviluppo che assecondino questa tendenza e che sono mancate negli ultimi anni. C'è bisogno di una strategia complessiva che investa anche sulle risorse umane, investendo sui giovani per arrestare la loro 'fuga'".




