(Adnkronos) - Ed è dalla stima della presenza cinese (imprese e lavoratori anche irregolari) dal punto di vista del suo contributo produttivo che scaturisce il quadro di una presenza altrettanto significativa, quantificabile tra l'11 ed il 13%, del valore aggiunto dell'area. Resta aperto il dilemma del reale ruolo della comunità cinese e soprattutto delle relazioni con quella pratese. E' del tutto evidente che relazioni più o meno dirette tra le due comunità esistono. "E forse - suggeriscono i ricercatori - ciò può contribuire a spiegare come sia possibile che una crisi così profonda del distretto sia stata sopportata, almeno sino ad oggi, con contenute tensioni sociali". La caduta del PIL registrata dai dati ufficiali trascurerebbe insomma una parte importante di economia sommersa, che fa capo soprattutto alle imprese cinesi. La ricerca "Prato: il ruolo economico della comunità cinese" è stata presentata al pubblico questa mattina da Stefano Casini Benvenuti dell'Irpet, Gabi Dei Ottati dell'Università di Firenze e Piero Ganugi dell'Università di Parma. Alla tavola rotonda, moderata da Riccardo Staglianò del quotidiano La Repubblica hanno partecipato i presidenti di Cna Claudio Bettazzi e di Confartigianato Andrea Belli, il vice presidente della Camera di Commercio Lorenzo Guazzini, il presidente sezioni Maglifici e Confezioni dell'Unione industriale Paolo Crocetta, il segretario della Cisl Stefano Bellandi, l'assessore del Comune di Prato Giorgio Silli, di Montemurlo Mauro Lorenzini e di Carmignano Doriano Cirri, Junyi Bai di Associna e la sinologa Maria Omodeo di Cospe-Unifi.




