Cagliari, 23 gen. - (Adnkronos) - "Flotta sarda: 10, 100, 1000 volte rifaremmo lotta contro i signori del mare". È il post pubblicato sulla pagina facebook del Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, in merito alla sanzione della Commissione Europea comminata alla Saremar (compagnia di bandiera della Regione), per aver ricevuto degli aiuti ritenuti di Stato e lesivi della libera concorrenza. Cappellacci ripercorre la vicenda del caro-traghetti che portò l'esecutivo regionale a varare la Flotta Sarda, noleggiando due navi, la 'Scintu' e la 'Dimonios'. "Nel 2011 "un cartello di armatori aumentò in maniera abnorme i prezzi dei biglietti dei traghetti per la Sardegna. La Regione, ricevute numerose segnalazioni da cittadini indignati - prosegue Cappellacci -, subito convocò un incontro per chiedere alle compagnie di riportare le tariffe alla normalità, ma ci trovammo di fronte ad una netta chiusura: un vero e proprio muro di gomma. Gli armatori, celandosi dietro la falsa scusa di un presunto aumento del costo del carburante, negarono perfino gli sconti previsti durante le stagioni precedenti". "Dinanzi a tale avida e ottusa chiusura - spiega il presidente -, ad aprile denunciammo la situazione all'Antitrust e allo stesso tempo, poiché la Sardegna si trovava ormai di fatto sotto embargo, pensammo ad una reazione straordinaria a questo vergognoso sopruso. Dopo un rapido confronto con gli assessori, consapevoli dei rischi che avrebbe comportato sfidare apertamente una lobby così potente economicamente e molto influente sulla politica locale e nazionale, prendiamo una decisione: 'facciamo la flotta sarda'. Dopo una corsa contro il tempo e i numerosi tentativi di bloccarci, agli inizi di giugno 2011 parte dal porto di Civitavecchia la prima nave con i quattro mori: la "Scintu". Pochi giorni dopo la "Dimonios" inizierà a collegare Porto Torres con Vado Ligure. Prezzi contenuti, personale sardo a bordo e anche i prodotti agroalimentari della nostra terra: la sfida é aperta. E i signori del mare sono costretti a introdurre nuovamente gli sconti che fino al giorno prima avevano negato". (segue)




