Milano, 14 gen. - (Adnkronos) - "Mi pare giusto e inevitabile che un'azienda come Fiat-Chrysler avrà la sua sede in Usa, che continua ad essere il paese che offre più occasioni sul mercato. Una società del genere non può che essere quotata alla Borsa di New York". Lo dice all'Adnkronos Giulio Sapelli, storico ed economista italiano, professore di Storia Economica presso l'Università degli Studi di Milano, che commenta così la possibilità di un 'quartier generale' in Italia: "Non scherziamo, il nostro paese non può pensare di avere società di questo tipo, che hanno bisogno di investire in borse come quella di New York, Amsterdam o Londa. Quella di Milano in confronto - aggiunge Sapelli - è uno 'stagno di ranocchi'. Il professore considera l'Italia "un paese che non attrae nessun investitore straniero. Dopo il governo Monti - aggiunge - abbiamo perso anche il tradizionale ruolo di piattaforma sul Mediterraneo. Economicamente parlando - conclude Sapelli - l'Italia è un paese finito. L'unica possibilità per continuare a tirare avanti sarebbe salvare Telecom, ma non credo avverrà".




