Firenze, 15 gen. - (Adnkronos) - "Adesso basta con gli ungulati e i predatori nelle campagne toscane. Siamo esasperati. Non ce la facciamo piu"'. E' il grido di allarme degli agricoltori toscani della Cia Toscana, che non possono più aspettare e chiedono interventi risolutivi a quello che ormai rappresenta una vera e propria piaga economica per il settore rurale. Per questo la Cia Toscana lancia una petizione in occasione delle assemblee provinciali in corso i queste settimane in tutta la regione, fino al congresso regionale del 13 febbraio. "Quindi saranno interessate le istituzioni di ogni livello per risolvere una volta per tutte questo annoso problema. E' urgente - sottolinea la Cia Toscana - difendere il reddito degli agricoltori, messo a rischio da ungulati e predatori; l'agricoltura, l'ambiente ed il paesaggio dalla catastrofe; le imprese ed i consumatori tutelando la produzione agricola; il diritto di tutti ad un agro-eco-sistema equilibrato che tuteli la biodiversità". I numeri dell'emergenza - "Da anni assistiamo ad un aumento esponenziale della densità di cinghiali, caprioli, daini e cervi, predatori ed altre specie che invadono letteralmente le campagne toscane- sottolinea Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana - I nostri allevamenti sono quotidianamente attaccati da lupi e cani inselvatichiti; migliaia di capi vengono uccisi ogni anno, mentre cresce costantemente il numero di aziende costrette a cessare l'attivita"'. (segue)




