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Milano: dai commercialisti istruzioni per l'uso su societa' tra professionisti

domenica 19 gennaio 2014
Milano: dai commercialisti istruzioni per l'uso su societa' tra professionisti

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Milano, 17 gen. - (Adnkronos) - Risolvere le criticità ancora presenti, delineando un quadro completo della materia: dallo scenario normativo alle modalità di trasformazione di uno studio professionale in Stp, dall'analisi pratica degli statuti agli aspetti fiscali, previdenziali e disciplinari. Questi gli obiettivi del convegno, tenutosi oggi a Milano, 'Società tra professionisti, le strutture societarie divengono a pieno titolo strumento di esercizio dell'attività professionale: potenzialità e limiti", organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, con il Consiglio notarile di Milano. Aprendo i lavori Alessandro Solidoro, presidente di Odcec di Milano ha voluto sottolineare "la necessità di fare chiarezza sul tema delle Stp, che ad oggi risentono ancora di una normativa incerta, in particolare dal punto di vista previdenziale e dell'organizzazione funzionale. Le Stp, volute soprattutto dal legislatore, non rispondono alle reali esigenze dei professionisti ed evidentemente nemmeno a quelle dei soci di capitale". La sfida, per Solidoro, è "chiarire il contesto normativo per vedere se ci sarà un reale decollo". Il presidente del Consiglio notarile di Milano, Arrigo Roveda, ha aggiunto che, secondo i dati forniti da Unioncamere, "negli ultimi due mesi, e cioè da metà novembre, il numero delle Stp iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese è praticamente raddoppiato Questo è sicuramente un buon segno, ma si tratta comunque di numeri molto bassi, se pensiamo che il totale a oggi è di sole 54 società tra professionisti. E' evidente quindi che servono gli sforzi di tutti, e questo convegno concepito e promosso con l'Ordine dei Commercialisti vuole essere un esempio concreto, per cercare di trovare soluzioni adeguate ai problemi e alle criticità di cui soffre questo istituto, in modo da favorirne un uso più ampio, in linea con la volontà del legislatore". (segue)