(Adnkronos/Labitalia) - Per legge il contratto di solidarietà prevede una retribuzione pari al 60% dello stipendio. Sino a oggi con l'intervento statale del 20% (che ora si ridurrebbe al 10%) si poteva arrivare all'80% dello stipendio normale, con l'integrazione regionale del 10% si arrivava fino al 90%. Un tetto che, se non cambia la decisione assunta da Roma, non potrà più essere raggiunto. Sino a oggi sono state sin qui 228 le aziende che hanno richiesto l'intervento (tra queste anche molti grandi gruppi come Piaggio e Lucchini) e circa 4mila all'anno i lavoratori interessati. "Per loro -ha evidenziato l'assessore al Lavoro, Gianfranco Simoncini - i contratti di solidarietà hanno significato la possibilità di mantenere il posto di lavoro e di evitare che la crisi aziendale potesse precipitare. A questa misura si deve dunque garantire il sostegno e la continuità necessaria". Il presidente Rossi ha annunciato che si rivolgerà direttamente al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l'assessore Simoncini, che è anche coordinatore degli assessori regionali al Lavoro, rafforzerà l'impegno "per sostenere un cambiamento di rotta necessario ai lavoratori coinvolti, ma anche a sostenere un ammortizzatore sociale che può favorire la ripresa economica".




