(Adnkronos) - Il Comune di Arezzo vigilia poi sulle aziende partecipate affinchè seguano lo stesso percorso virtuoso: "elevati standard di servizio e contenimento tariffario". Il Comune di Arezzo, come azionista, ricorda Gasperini, "ha drasticamente ridotto i consigli di amministrazione e introdotto l'amministratore unico nelle aziende di livello comunale. Ritiene irrinunciabile, laddove ci siano le condizioni, analoga scelta per le aziende sovra comunali, ivi compresa l'esigenza di razionalizzare i gruppi societari e in alcuni casi di sciogliere società o ridefinirne la mission". Stefano Gasperini afferma però che c'è una soglia oltre la quale non si può andare se non si vogliono compromettere o addirittura cancellare servizi ai cittadini: "questo limite è stato raggiunto e la capacità di programmare e la buona amministrazione non possono sopperire alla oggettiva carenza di risorse. In soli 10 anni l'entità complessiva del bilancio del Comune di Arezzo è diminuita del 43% e le disponibilità finanziarie per lavori pubblici sono crollate: del 92% nello stesso decennio. Il bilancio è sostanzialmente bloccato e concentriamo le poche risorse libere da obblighi di destinazione nei servizi alla persona, in modo particolare anziani, bambini e famiglie. Adesso siamo veramente ad un bivio: o si decide una svolta o si condannano al coma i Comuni". "Si cerchino veramente gli sperperi della finanza pubblica - conclude Gasperini - si dia l'esempio con la riduzione dei costi della politica (toccando per primi proprio Parlamento e Parlamentari), si semplifichi il florilegio di enti inutili e il sottobosco di incarichi annessi. Si dia un segno responsabile invece di continuare a vessare i cittadini costringendo i Comuni a fare da esattori. Si metta i Comuni nelle condizioni di investire, di promuovere innovazione e si premino gli Enti virtuosi, invece di annegare tutti nello stesso calderone".




