(Adnkronos) - Secondo l'economista Mauro l'apparato produttivo abruzzese è caratterizzato da una separazione netta tra grande e piccole imprese, dove quest'ultime non godono di competitività come le prima. "Anche se i dati macroeconomici nel 2014 dovessero segnalare una ripresa questo non significherà che ci sarà nella nostra regione una risvolta netta, - continua Mauro - anche perché l'occupazione aumenta solo quando la base produttiva riprende a crescere. Questo potrà accadere solo a fine 2015. L'Abruzzo ha bisogno di una nuova imprenditorialità, più innovazione che accompagnerebbe un aumento della produttività, tutto ciò da integrare con il territorio per dare un contributo maggiore alla crescita. L'Abruzzo non ha risorse proprie per le politiche di sviluppo ed il sociale, per cui deve approvare il piano strategico 2014-2020 per rendere immediatamente disponibili le risorse europee; spendere i fondi ancora disponibili della Programmazione 2007-2013 e dei FAS; e deve costruire un Bilancio Regionale capace di garantire sviluppo e protezione sociale evitando di assorbire i 42 mln. della tassa di scopo per il ripiano sanitario, che devono essere restituite ai cittadini e alle imprese, come nel caso della sanità, afferma il Segretario della Cisl Abruzzo Molise, Maurizio Spina.




