Mancava solo l'ufficialità, che ora è (quasi) arrivata. Si parla di Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, l'Imu mascherata, la super-tassa sul mattone che continua a tenere banco. La gabella sarà una stangata: l'esecutivo concede ai sindaci la possibilità di innalzare la tassazione, fermo restando l'obbligo di impiegare le risorse aggiuntive per le detrazioni in favore delle fasce più deboli. Palazzo Chigi ha infatti comunicato ufficialmente la posizione del governo sulle aliquote Tasi, che nella legge di Stabilità erano fissate al 2,5 per mille e comportavano per i Comuni un ammanco di 1 miliardo e 400 milioni. "No" di Scelta Civica - Ad opporsi alle misure, però, è Scelta Civica. Parla il presidente dei senatori, Gianluca Susta: "Il balletto sulla casa deve finire. Non voteremo emendamenti che consentano ai Comuni di aumentare la Tasi perché, pur dichiarando il governo che questa facoltà servirà ad aumentare le detrazioni a favore dei più bisognosi, in realtà è un modo surretizio per erogare maggiori risorse ai Comuni meno virtuosi. Scelta civica - aggiunge Susta - voterà solo provvedimenti che comportino una revisione complessiva delle imposte sulla casa, legate anche alla riforma del catasto. Invitiamo quindi il governo a promuovere un urgente incontro della maggioranza per dare ai cittadini, in tempi brevi, certezza e chiarezza delle norme". La nota - In attesa di superare l'ennesimo stallo, resta quanto detto dal governo. "In materia di Tasi-Imu - recita la nota di Palazzo Chigi - il governo ha deciso di presentare un emendamento al decreto Enti Locali così definito: ai Comuni sarà concessa per il 2014, esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di Stabilità, la possibilità di decidere un incremento delle aliquote al di sopra dei massimi attualmente consentiti (il 2,5 per mille, ndr). Tale incremento - continua il governo -, che non comporterà alcun aumento della pressione fiscale, sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille complessivo e i Comuni saranno liberi di decidere come ripartirlo tra le diverse basi imponibili". La stangata sulla casa: quanto pagherai Scarica e consulta la tabella L'aliquota - L'aliquota, dunque, Scelta Civica permettendo, potrà salire fino al 3,3 per mille: un salasso, come dimostrano i calcoli indicativi che vi presentiamo nella tabella che potete scaricare e consultare. La comunicazione del governo sulle aliquote Tasi è arrivata dopo l'ennesima figuraccia: lo stop in Commissione Affari Costituzionali del Senato al decreto Enti territoriali, dove sono confluite alcune misure del dl salva-Roma, giudicate incostituzionali dalla Commissione stessa. Nel pacchetto di provvedimenti erano comprese anche le novità sulla tassazione della casa. Negli ultimi giorni i sindaci si erano opposti anche all'ipotesi di alzare l'aliquota fino a un massimo del 3 per mille: il preisdente Anci, Piero Fassino, lamentava il fatto che il tetto avrebbe dimezzato il gettito sulla prima abitazione rispetto alla precedente aliquota standard dell'Imu, al 4 per mille. La stangata - Inoltre, lamentavano i sindaci, poiché la Tasi rientra nella riorganizzazione degll'imposta su immobili e rifiuti denominata Iuc, molti Enti che hanno raggiunto il livello massimo di imposizione Imu per la seconda casa (10,6 per mille) non avrebbero potuto far rientrare nella Iuc (che prevede lo stesso tetto massimo) anche la tassa sui servizi. Il governo, così, con l'ennesima stangata, cerca di chiudere le polemiche: prima della nota, infatti, da più parti si chiedeva il rinvio dei pagamenti di Tasi, Tari ed Imu a giugno per evitare il caos.




