Venezia, 8 gen. (Adnkronos) - "Il decreto per la riduzione delle penalità sullo sforamento del Patto non è un privilegio per Venezia, non abbiamo bisogno di essere salvati. Lo ribadisco ancora una volta: il bilancio del Comune di Venezia è sanissimo. Quel che abbiamo chiesto è di riparare a una stortura costruita da altri e sulla quale non possiamo intervenire. Se gli impegni per questa città assunti in passato dal Governo fossero stati rispettati, noi saremmo abbondantemente dentro il Patto di stabilità". Con queste parole il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è intervenuto in Commissione consiliare Bilancio spiegando ai consiglieri le ragioni che hanno portato l'Amministrazione veneziana a dover affrontare le conseguenze di uno sforamento che si assesta sui 40 milioni di euro, cifra che potrà essere verificata con precisione solo a fine febbraio. Il sindaco Orsoni ha spiegato che i parametri di bilancio calcolati per Venezia dall'Amministrazione centrale "si basano su indicatori di spesa corrente squilibrati. Squilibrati in ragione di un finanziamento di Legge speciale dovuto, ma che non c'è stato (mancano all'appello ancora due trance da 8 e 15 milioni, fermi in Regione), ma che comunque ha inciso sul calcolo del Patto in termini di spese. È stata considerata spesa corrente anche la gestione del Casinò, e si considerano spesa anche quegli 80 milioni di euro che Regione Veneto trasferisce ad Actv per il trasporto pubblico locale, ma che transitando per il Comune, sono considerati ai fini del vincolo di Patto".(segue)




