Milano, 10 gen. (Adnkronos)- "Quando si discute di politiche industriali ci vogliono cose scritte, negli Usa Marchionne non ha fatto interviste sui giornali, ha fatto accordi con Obama e con i sindacati. Ha detto quanto ci metteva, come faceva a ridare indietro i soldi, quali modelli avrebbe fatto e quali tecnologie intendeva utilizzare. Qui invece siamo agli stabilimenti fantasma, da quanto ho letto nell'intervista". Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, risponde a chi gli chiede un commento riguardo all'intervista rilasciata dall'Ad del Lingotto, Sergio Marchionne, a 'Repubblica', in cui ha illustrato i progetti della Fiat per l'Italia e assicurato il rientro di tutti gli operai e il rilancio dell'Alfa. "Dire che si rientra tutti in base al mercato -prosegue Landini, parlando a margine dell'assemblea dei delegati della Cgil Lombardia alla camera del lavoro di Milano- io so già come va a finire, è un film che ho già visto. Marchionne ne ha dette tante. Noi siamo di fronte al fatto che ieri, a un incontro con la Fiat, ci ha ufficialmente dichiarato che loro non discutono con nessuno il piano industriale, né con il Governo né con i sindacati, ma informeranno delle decisioni che prenderanno". Il segretario generale del sindacato dei metalmeccanici della Cgil conclude sottolineando che "non possiamo diventare la repubblica delle banane, dove si impara cosa fanno le imprese dalle interviste sui giornali".




