Milano, 5 feb. (Adnkronos) - L'industria metalmeccanica in Lombardia è in forte difficoltà: aumenta del 21,5% il numero dei lavoratori licenziati in 6 mesi, mentre arriva a 2270 la cifra delle imprese in crisi. Sono alcuni dei dati che emergono dal 36° 'Rapporto semestrale sulle situazioni di crisi' presentato questa mattina a Milano dalla Fim Lombardia.Secondo i dati del rapporto Fim, nel secondo semestre del 2013, sono 4091 i lavoratori del settore metalmeccanico ad avere perso il posto. Come spiega Nicola Alberta, segretario generale della Fim Cisl Lombardia, è necessario non restare immobili davanti alla crisi ma occorre "un piano concreto che della Regione e del governo per delineare politiche industriali e settoriali di sostegno e per l'attuazione di politiche di lavoro. In particolare, va ripristinata l'integrazione all'80% dei contratti di solidarietà, che la legge di stabilità ha ridotto al 70% per incentivare sempre più questo strumento di conservazione del lavoro".Al primo posto tra i territori più colpiti dalla crisi del settore metalmeccanico c'è Brescia (20,68% delle sospensioni), seguita da Milano (17,66%), Bergamo (16,63%) e Brianza (12,22%). Il dato relativo alla distribuzione della crisi nelle diverse classi mostra l'incidenza delle sospensioni in molte piccole aziende (sono 2.130 le realtà interessate sotto i 100 dipendenti, rispetto alle 140 sopra i 100 addetti), sulle quali pesano la cassa integrazione sia ordinaria (71,97%), che straordinaria (42,12%) e anche la mobilità (49,23%).




