(Adnkronos) - "È sbagliato guardare ai fondi comunitari esclusivamente come a capitali da immettere nel mercato colpito da una gravissima crisi di liquidità - ha sottolineato l'assessore veneto, ponendo l'attenzione sulla necessità, per le imprese ma non solo, di concentrarsi sulle priorità dell'innovazione - I fondi europei non sono un aiuto all'impresa né tantomeno un sostegno all'impresa giunta a maturazione completa e avviata alla marginalizzazione, quanto un contributo all'imprenditore che cerca nuove sfide, che vuole ricollocare e rinnovare la linea produttiva". Una prospettiva già messa in atto dalla Regione con i fondi Fesr nel Piano Operativo regionale 2007-2013: alla piccole e medie imprese sono stati destinati oltre 236 milioni di euro, pari al 51,69% della dotazione complessiva del programma. Fondi che hanno permesso di supportare, ad esempio, processi di trasferimento tecnologico e di sviluppo della ricerca interna alle imprese (con più di 23 milioni di euro stanziati) e a sostenere le nuove Pmi giovanili e a prevalenza femminile (con stanziamenti rispettivamente di oltre 17,8 milioni e 19,7 milioni di euro). Per questo i fondi europei devono essere indirizzati "a ciò che vuole essere nuovo, innovativo, che accetta la sfida dell'eco sostenibilità e di un modello di sviluppo rispettoso dei diritti dell'ambiente e del cittadino", ha concluso l'assessore, sottolineando come anche la politica debba "comprendere la funzione della distribuzione di un dividendo sociale ben diverso dalla spesa pubblica finalizzata a creare e mantenere consenso alimentando il deficit pubblico".




