Roma, 14 gen. - (Adnkronos) - Razionalizzazione della spesa pubblica e riforma del fisco: sarebbero queste le due principali leve con cui la Cgil, secondo quanto anticipa il Corriere della Sera, finanzierebbe un piano per la crescita del Paese. Circa 80 miliardi di euro da 'rastrellare' in tre-cinque anni con cui rimettere in moto il Pil (+1,6% gia' nel 2013, +1,5% nel 2014, e +1,1 % nel 2015) e garantire: un aumento dell'occupazione, +1,5% gia' nel 2013 mantenendo questo trend anche negli anni a seguire; un calo drastico del tasso di disoccupazione che si assesterebbe al 9,5% nel 2013 fino ad arrivare a quota 7% nel 2015; un aumento dei consumi delle famiglie, +0,4% in corso d'anno che arriverebbe all'1% nel 2015; un aumento degli investimenti fissi lordi che potrebbero salire al 5,2% nel 2013 . Dalla riforma fiscale, che prevede tra l'altro il taglio di due aliquote Irpef (quella del 23% e del 38%) ma anche una patrimoniale sulle grandi ricchezze e l'aumento dell'imposizione sulle transazioni finanziarie, affluirebbero, secondo i calcoli della Cgil riportati dal Corriere della Sera, circa 40 miliardi mentre 20 miliardi sarebbero garantiti dalla razionalizzazione e dalla ricomposizione della spesa pubblica. Altri 20 miliardi potrebbero essere reperiti inoltre da un riordino delle agevolazioni e dei trasferimenti alle imprese e dal riordino del Fondi europei. Risorse che andrebbero a finanziare; "progetti prioritari", una vasto programma di lavori pubblici e incentivi alle imprese per promuovere innovazione; un piano straordinario di creazione diretta di lavoro; un sostegno all'occupazione, al mercato del lavoro e agli ammortizzatori sociali: un piano per un nuovo Welfare e un piano di restituzione fiscale. Lo studio, che ha per titolo 'Piano per il lavoro' sara' presentato alla conferenza programmatica anticipata al 25-26 gennaio a Roma.




