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Fiat: Cgil, a Melfi inquietudine per lavoratori diretti e indotto

domenica 20 gennaio 2013
Fiat: Cgil, a Melfi inquietudine per lavoratori diretti e indotto

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Roma, 16 gen. - (Adnkronos) - Il fermo dello stabilimento di Melfi "comportera' un lunghissimo periodo di inattivita' e di cassa integrazione per i lavoratori" e "avviene in assenza di una chiara esplicitazione del piano industriale e delle intenzioni produttive della Fiat in merito allo stabilimento di Melfi". Lo afferma la Cgil in una nota in cui parla di "preoccupazione immediata per il futuro dei lavoratori diretti",, si aggiunge, "altrettanta inquietudine la crea la situazione dell'indotto". "Una sospensione di una parte cosi' rilevante della produzione, per un periodo cosi' lungo, e l'incertezza su quella rimanente, mette in grave crisi tutto l'indotto, gia' oggi pesantemente gravato dalla cassa integrazione straordinaria" sottolinea la Cgil che parla di "un tema che non e' presente nei commenti che abbiamo sino ad ora sentito ma che dovrebbe preoccupare e coinvolgere non solo l'azienda, che va ricordato proprio a Melfi ha attuato un modello integrato tra produzione e fornitura, ma anche le istituzioni locali e nazionali". Per il sindacato "un ulteriore aggravamento delle condizioni di fornitura per l'indotto comporterebbe un inevitabile ricorso a nuova cassa integrazione che, in questo caso, non potrebbe che essere in deroga, con tutti i problemi e le conseguenze che questo comporta". "Piu' volte la Confederazione - si ricorda nella nota - ha chiesto di affrontare questi nodi e di aprire un confronto senza preclusioni sul futuro dello stabilimento lucano e del suo indotto. Ad oggi, in assenza di una sede appropriata di discussione, restano oscure le intenzioni della Fiat, in particolare sul rapporto tra investimenti previsti e mantenimento dell'intera capacita' produttiva". "L'assenza di chiarezza e di confronto - conclude la Cgil - e' la peggiore scelta di politica industriale che l'azienda potrebbe compiere".