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Crisi: Zhang, investire in Italia? Impossibile, meglio la Germania (2)

domenica 20 gennaio 2013
Crisi: Zhang, investire in Italia? Impossibile, meglio la Germania (2)

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(Adnkronos) - Secondo il delegato generale, che si dice stupito per l'incapacita' italiana di cogliere appieno le opportunita' di scambio commerciale colla Cina, "Il numero delle imprese cinesi in Italia raddoppierebbe, passando dalla trentina attuale ad almeno sessanta, se non ci fosse la barriera della burocrazia" . Zhang ricorda che compito del Ccpit in Italia e' quello di favorire la cooperazione commerciale sino-italiana, tema verso il quale le istituzioni italiane gli sembrano poco ricettive: "Sono arrivato in Italia -spiega- ad aprile di quest'anno. Sono stato in sei regioni italiane: in ognuna di esse ho atteso con ansia l'inizio di una collaborazione con amministrazione locale e Camera di Commercio per aiutare l'export italiano verso la Cina, ma sebbene le istituzioni si siano sempre dette ben disposte, in effetti non hanno mai fatto nulla. Prima mi dicevano 'Ok!, bene!', con entusiasmo, poi non si attivavano, lasciando morire l'iniziativa". Burocrazia e disattenzione degli organi istituzionali a parte, Zhang enumera ulteriori problemi. In primo luogo quello delle tasse: "Sono molto pesanti e gli imprenditori ne pagano di ogni tipo". E' problematico in molti casi anche l'ingresso nel Paese: "Difficile ottenere il visto". Ai pochi che riescono a stabilirsi in Italia e sono pronti ad avviare le proprie imprese, si presentano problemi relativi al vivere quotidiano: "Mandare a scuola i figli piccoli e' problematico e non e' permesso guidare l'automobile a chi non e' in possesso di una patente italiana. Ma come si puo' pretendere che gli imprenditori cinesi superino l'esame di guida in una lingua che non conoscono?". (segue)