(Adnkronos) - Performance negative anche per il commercio, penalizzato dalla dinamica sfavorevole del reddito reale delle famiglie e dalle prospettive incerte del mercato del lavoro. Le aziende che hanno partecipato all'indagine campionaria della Banca d'Italia hanno registrato un forte calo del fatturato e degli investimenti: poco piu' della meta' ha chiuso l'anno in utile, mentre oltre un quarto ha registrato una perdita. "Secondo i dati di Findomestic - si legge nel rapporto di Bankitalia - in Sicilia nel 2012 la spesa delle famiglie per i beni durevoli si e' ridotta rispetto allo scorso anno del 13,7 per cento", in linea comunque con il dato nazionale che fa registrare un meno 13,4 per cento. A far tirare un sospiro di sollievo, invece, e' l'export. Nel 2012, infatti, le esportazioni di merci dalla Sicilia sono aumentate, a prezzi correnti, del 21,2 per cento, mantenendo un "andamento positivo in corso d'anno e piu' vivace nell'ultimo trimestre". "Tale dinamica - spiegano, pero', da Bankitalia - ha riflesso in particolare la crescita delle vendite all'estero dei prodotti petroliferi, che incidono per circa i tre quarti del totale e costituiscono quasi la meta' delle vendite del settore a livello nazionale". Al netto dei prodotti petroliferi, comunque, le esportazioni sono aumentate dell'8,5 per cento, piu' che nella media nazionale e del Mezzogiorno. A trainare il comparto sono state le vendite di apparecchiature informatiche ed articoli farmaceutici, cresciute rispettivamente del 54,3 per cento e del 53,7 per cento, mentre crolla la richiesta di prodotti agricoli che fa registrare un meno 14,5%. Positivo anche l'andamento del settore turistico, dove i flussi, seppur in rallentamento rispetto al 2011, hanno continuato a crescere (2,8%). Il calo dei pernottamenti di turisti italiani, infatti, e' stato compensato dalla crescita delle presenze di stranieri. Se, infatti, gli italiani che hanno scelto la Sicilia per le loro vacanze sono diminuiti del 2,6 per cento, gli stranieri sono aumentati del 6,8 per cento, preferendo le province di Siracusa, Ragusa e Palermo. Anche la spesa effettuata ha rilevato un segno piu' con un balzo in avanti del 21,8 per cento (5,6% nel 2011).




