(Adnkronos) - "Uno sviluppo possibile - spiega Rossi - per una regione ancora forte nel manifatturiero, che ancora puo' crescere nei servizi, nel turismo, nel terziario". Perche' se il manifatturiero resta ancora centrale nelle strategie regionali, e' necessario approfondire maggiormente il ruolo del turismo come risorsa, come valore che incorpora cultura, ricerca, tecnologia. Di un paesaggio la cui tutela passa dal contrasto alla rendita immobiliare, e "che e' un fatto anche economico, che ci permette di mettere a frutto la rendita lasciataci dai nostri nonni come un marchio straordinario, che possiamo vendere in tutto il mondo". In altre parole, per non cadere nell'immobilismo, sono da evitare due atteggiamenti opposti e altrettanto sterili: quello di chi accetta tutto in nome di un non meglio definito progresso e quello di chi, invece, a tutto dice no. "Su servizi e turismo - avverte Rossi - si deve puntare di piu'. Su questo faccio autocritica, perche' c'e' stato un po' di appannamento nel dibattito, che non ci ha permesso il dinamismo di cui avremmo avuto bisogno". Ma non e' tutto. Servono anche una burocrazia piu' leggera e una riflessione su istruzione e formazione per superare "la vergogna" di un'eccessiva dispersione scolastica che, con il 18,6% di studenti che abbandonano gli studi, colloca la Toscana al di sopra della pur non lusinghiera media nazionale (18,2). "Credo che ci sia stata una liceizzazione troppo spinta. Bisogna recuperare un legame piu' stretto fra scuola, mondo della formazione e lavoro. In questo senso e' incoraggiante il successo dei tirocini con l'esperienza di Giovanisi"'. La svolta richiesta dall'acuirsi della crisi non contraddice quanto fatto fino ad oggi e che Rossi rivendica. "La Toscana ha un bilancio sano senza aver dovuto ricorrere a nuove tasse o taccato i servizi sociali, i bilanci della sanita' sono certificati e non abbiamo diminuito di un euro le risorse per le imprese e il lavoro. Tutto questo lo abbiamo fatto nonostante i tagli . Inoltre abbiamo mostrato di saper spendere bene i fondi europei e forti di questa capacita' diciamo no all'ipotesi di una nuova centralizzazione dei fondi da parte dello Stato. Perche' le Regioni non sono tutte uguali. Anche la Toscana ha una grande varieta' ed e' in questa differenza, che dobbiamo valorizzare, che sta la sua forza".




