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Ue: Zaia , con ingresso Croazia gravi problemi al nostro mercato lavoro

domenica 16 giugno 2013
Ue: Zaia , con ingresso Croazia gravi problemi al nostro mercato lavoro

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Venezia, 12 giu. (Adnkronos) - "Sono da sempre favorevole all'ingresso della Croazia nella Ue e mi sono battuto perche' cio' accadesse. E l'ho sostenuto con forza anche quando ho assunto la presidenza dell'Euregio, auspicando che la macroregione con la Carinzia si allarghi presto proprio alla Croazia e alla Slovenia. Considero i croati fratelli di sangue. L'Istria croata parla veneto. Cio' non deve tuttavia distoglierci da alcune problematiche che l'ingresso della Croazia apre e che potrebbero avere risvolti drammatici in un momento di crisi economica come quello che attanagliando i nostri territori. A un'ora e mezza di strada e a poche decine di miglia marittime esiste una massa di lavoratori per i quali diventeremmo d'improvviso il principale mercato del lavoro". A ribadirlo con forza e' stato oggi il presidente della Regione Luca Zaia che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta, al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, nella quale, richiamandosi all'atto di adesione, chiede che venga rimandata a una fase successiva all'ingresso della Croazia nella Ue la libera circolazione in Italia dei lavoratori croati. "Alla vigilia dell'avvio di incontri specifici sul tema con il Governo nazionale, voglio dirlo con grande chiarezza: con gli indicatori macroeconomici che ci ritroviamo a gestire (170 mila disoccupati con indici in costante crescita, domanda interna in calo, produzione industriale ai livelli di dieci anni fa, pressione fiscale alle stelle, costo del lavoro piu' alto d'Europa) non possiamo permetterci di introdurre un altro elemento di distorsione sul mercato del lavoro e sull'economia veneta in generale - avverte Zaia - Qui si rischia che l'intero veneto finisca fuori mercato. Quella che ho gia' definito una vera apocalisse". "Bisogna che assolutamente, come peraltro stanno chiedendo altri paesi, e come fu fatto dalla Germania con la Romania, il Governo ricorra alle norme contenute nell'atto di adesione per rimandare ad altro momento la libera circolazione dei lavoratori croati nel nostro paese", conclude Zaia.