(Adnkronos) - Il Consiglio direttivo della Murgia materana, pur non competente per territorio, non si limita solo al danno visivo ma anche ad altri tipi di impatti. Secondo l'ente gestore dell'area protetta regionale, la realizzazione delle infrastrutture determina un danno ambientale legato all'alterazione dell'integrita' del paesaggio e alla conservazione e protezione dell'avifauna. La realizzazione di queste pale eoliche, infatti, risulta "invasiva per l'ambiente circostante a causa delle conseguenti alterazioni permanenti che comporta sullo stato naturale delle aree limitrofe al parco, cio' non solo per l'evidente impatto visivo ma, soprattutto, per la particolare connotazione morfologica, storica-culturale e naturalistica-ambientale di tutta la zona adiacente". Anche l'Inu difende l'integrita' del paesaggio di Matera e allarga lo sguardo a tutto il contesto lucano. Secondo l'Istituto di urbanistica, tutti i crinali del territorio regionale potrebbero essere occupati da selve di pali eolici, dall'altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinquanta piani. L'Inu paventa la compromissione di aree ad alto valore paesaggistico, come le colline a vigneti del Vulture, le valli del Bradano, del Basento-Cavone, dell'Agri-Sauro, del Sinni. Tutte rivendicazioni rivolte alla Giunta ed al Consiglio. Quest'ultimo sara' sciolto con le elezioni anticipate previste a novembre. Ugualmente l'Inu ha chiesto all'Assise di intervenire prima di terminare il mandato, riducendo la quota di energia assegnata all'eolico trasferendola per quanto possibile al fotovoltaico.




