(Adnkronos) - Ma è anche al governo Crocetta che i sindacati si rivolgono, chiedendo politiche "per il lavoro produttivo e lo sviluppo, contro gli sprechi e per affrontare la crisi". "Intanto - ha detto il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro - chiediamo di fare presto con la legge regionale di stabilità, di accogliere le nostre richieste a partire da quella sugli ammortizzatori in deroga, di varare il bilancio entro il 31 dicembre, perché l'esercizio provvisorio sarebbe un disastro, in primo luogo per i precari. E' grave- ha aggiunto- la notizia che il governo Letta abbia trattenuto alla Regione 180 milioni perché non ha fatto un'adeguata spending review" . "Ma non basta - ha detto Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia- un approccio tradizionale a bilancio e finanziaria regionali. Servono una strategia e tagli strutturali. Sono necessari il confronto tra Regione e parti sociali e la collaborazione organizzata tra Stato, Regione ed enti locali per rilanciare lo sviluppo produttivo, sostenere le imprese sane che investono e assumono e i consumi di lavoratori e famiglie". In Sicilia una famiglia su sette vive con meno di mille euro al mese, una su quattro è a rischio povertà, l'80% dei pensionati vive con meno di 700 euro al mese, negli anni della crisi sono andati perduti 90 mila posti di lavoro e il Pil è sceso di 10 punti percentuali. "I 20 mila precari dell'isola- ha sostenuto Claudio Barone, segretario della Uil Sicilia- attendono ancora l'emendamento del governo nazionale che consenta la proroga del contratto e la stabilizzazione. E' necessario evitare altri pasticci - ha aggiunto - chiediamo più coraggio e interventi seri e immediati, anche a sostegno delle categorie, come gli edili, che domani 13 dicembre, scenderanno in piazza a Palermo".




