Firenze, 18 mar. - (Adnkronos) - "E' urgentissimo porre il freno alla recessione e alla emorragia di attivita': basta chiedere sacrifici agli imprenditori. Ora e' tempo che le Istituzioni dello Stato e le organizzazioni politiche riprendano contatto con i territori, con i cittadini, con le imprese. E' tempo di porre fine alle scaramucce politiche di basso rango e si dia stabilita' al Paese, in modo che la fiducia dei mercati e dei consumatori ricominci a salire". Commenta cosi' il direttore di Confcommercio Toscana Andrea Nardin i dati congiunturali di Unioncamere Toscana riferiti all'ultimo trimestre del 2012. "L'analisi testimonia ancora una volta la crisi epocale che sta attraversando il piccolo commercio - aggiunge Nardin - e che e' sotto gli occhi di tutti con i tanti cartelli 'vendesi' e 'affittasi' affissi alle porte dei fondi svuotati. Sono 284 i punti vendita perduti rispetto al dicembre 2011. Risulta che in Toscana i dati sono meno terribili che nel resto d'Italia, e questo depone sicuramente a favore del tessuto imprenditoriale e delle iniziative di valorizzazione come Vetrina Toscana. Ma non puo' bastare. I negozi sono vuoti, le banche non concedono crediti, gli imprenditori gia' indeboliti vedono arrivare solo Imu, Iva, Tares, ma nessun provvedimento che tenti di far ripartire l'economia, nessuna assunzione di responsabilita' che possa dare fiducia a livello nazionale e internazionale". "La crisi economica rischia anche in Toscana di diventare crisi sociale. Seguiamo con apprensione gli sviluppi della politica e l'auspicio e' che la paralisi decisionale di questi giorni si sblocchi e che le Istituzioni riescano ad affrontare con impegno e dedizione l'emergenza del Paese, come ogni giorno i piccoli imprenditori affrontano con serieta' e consapevolezza le sfide e le fatiche quotidiane di questo angoscioso momento", conclude Nardin.




