(Adnkronos) - Una realta' di vitalita' imprenditoriale che si riflette anche sul mercato del lavoro: lo scorso anno solo il 9,6% delle imprese intervistate ha dichiarato un calo del livello occupazionale. Per ben il 86,6% delle aziende, invece, la situazione e' positiva: il 65,4% ha, infatti, mantenuto stabile il numero di addetti, mentre ben il 21,2% e' riuscito ad aumentare il numero di personale impiegato. Ottimismo anche per il primo semestre 2013, rispetto al quale il 69,2% delle imprese prevedono di mantenere inalterato il numero di addetti, se non addirittura incrementarlo (il 15,4% lo afferma): solo un 7,7% prevede un leggero calo. A fronte di un mercato interno che risente della congiuntura, l'estero rappresenta per le pmi lombarde un'importante via di rilancio. Il 78,7% delle imprese dichiara, infatti, di rivolgersi ai mercati esteri, con un'incidenza sul fatturato variabile, che per il 38,5% le commesse sovranazionali arriva sino al 15%; per il 9,6% essa e' compresa tra il 16% e il 30% mentre per ben il 19,1% dichiara che oltre il 30% del proprio fatturato dipende dall'export. Se si da' uno sguardo alla "geografia dell'export", tra i partner commerciali degli intervistati, che hanno rapporti di business con l'estero, spiccano gli stati dell'UE, che sono uno sbocco commerciale per il 95,1% delle imprese, seguiti da quelli dell'America latina e del Medio Oriente e dei paesi arabi (entrambi sbocco per il 19,5% delle imprese), del Sud Est asiatico e dell'America settentrionale (entrambi per il 14,6%). Il 24,4% dell'export e' verso paesi del resto del mondo.




