(Adnkronos) - "Per colpa della Saras - ha detto Pili - siamo usciti dall'obiettivo Uno dell'Unione Europea, paghiamo il gas in bombole con costi che fanno sorridere gli speculatori, il carburante e' tra i piu' cari d'Italia, non c'e' motivo alcuno per fare l'ennesimo regalo alla Saras. E' inspiegabile come sia stato possibile concedere una superficie di ricerca mineraria di 44.000 ettari comprendenti integralmente ben 18 comuni. Tutto questo non capitava nemmeno nel medioevo. E con un'insulto alla storia il progetto e' stato intitolato ad Eleonora d'Arborea proprio colei che aveva disciplinato il divieto di scorribande sul territorio sardo". "La dichiarazione di un dirigente della Saras che ha affermato che la Regione avrebbe un guadagno di royalties da un milione a tre milioni all'anno sono ridicole quanto offensive. Bisogna revocare urgentemente i permessi per le palesi contraddizioni intervenute sull'iter - ha sostenuto Mauro Pili - considerato che negli atti della Regione ci sono posizioni diametralmente opposte e che costituiscono erroneamente e illegittimamente i presupposti con i quali sono stati rilasciati i permessi minerari di ricerca". "Il permesso di ricerca rilasciato alla Saras per il progetto Eleonora e' illegittimo - ha ribadito Pili - perche' rilasciato sul falso presupposto che non incideva sul piano ambientale, paesaggistico e archeologico. I 44.300 ettari, invece, costeggiano la straordinaria vestigia di Tharros e comprendono aree di massima tutela ambientale, naturalistica e paesaggistica. Quei permessi sono stati rilasciati con presupposti errati smentiti ora dalla stessa Regione. Il progetto di Arborea non puo' essere valutato perche' mancano di fatto i presupposti della titolarita' del permesso di ricerca e va rispedito al mittente". (segue)




