Cagliari, 21 mar. - (Adnkronos) - Esiste una sola possibilita' di frenare il declino dell'industria delle costruzioni in Sardegna: pagare i debiti pregressi alle imprese contratti dalla P.A. e "sbloccare i 360 milioni di euro che giacciono nella pancia degli enti locali, di cui 240 milioni potevano essere spesi La differenza tra i due valori corrisponde a 120 milioni, la cifra realmente bloccata a causa del Patto di Stabilita"', ha detto Maurizio De Pascale, presidente reginale dell'Ance, che con le associazioni datoriali di settore hanno sottoscritto un documento e chiedono un intervento tempestivo della Regione. L'edilizia e la sanita' rappresentano i due settori piu' colpiti dai ritardati pagamenti. E' quanto emerso oggi nel corso della conferenza stampa congiunta di Ance, Cna, Confapi, Confartigianato e sindacati di categoria, sul problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione per opere gia' eseguite dalle imprese. Il tempo medio di pagamento dei lavori pubblici per le imprese di costruzioni, secondo i dati Ance, si aggira intorno ai 239 giorni, ma arriva a toccare punte anche di 24 mesi, mentre quelli raggiunti da Sardegna e Sicilia sono i valori piu' alti registrati in Italia. Nell'ordine, gli enti responsabili dei ritardi sono per l'84% i Comuni, per il 43% le Province e per il 32% la Regione. (segue)




