(Adnkronos) - "Una impostazione che appare troppo mercantile - ha commentato il presidente Ruffato - nella quale prevale la monetizzazione del bene-acqua e che trascura, invece, "le interrelazioni tra agricoltura e industria, citta' e territorio, usi domestici e usi industriali che possono essere correttamente affrontate solo con una cultura civica dell'acqua bene pubblico". Anche per Riccardo Petrella, docente dell'universita' di Lovanio (Belgio) e presidente di Ierpe, l'istituto europeo di ricerca sulle politiche dell'acqua che ha messo sotto lente critica il Water Blueprint, il piano strategico messo a punto dal governo europeo appare figlio "di una logica economicistica e meramente finanziaria" che privilegia - ha spiegato - gli interessi dei grandi gruppi agroindustriali ed energetici europei, non affronta la questione della proprieta' dell'acqua e del suo controllo e non promuove la partecipazione dei cittadini e delle comunita' locali. "Una buona gestione della risorsa idrica - e' la controproposta dell'Istituto europeo di ricerca - dev'essere pubblica e integrata, ponendo i costi dell'acqua a carico della collettivita', coperti dalla finanza pubblica, e differenziando la tariffazione in funzione delle finalita' degli usi. Chiave di volta di uno scenario di gestione e' il governo dell'interdipendenza tra acqua, agricoltura, industria, energia e gestione del territorio attraverso una politica "partecipata", che coinvolga tutti gli attori in campo, nell'interesse dell'intero ecosistema".




