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Vino: nelle enotche italiane e' boom di bianchi italiani e bollicine (4)

domenica 24 marzo 2013
Vino: nelle enotche italiane e' boom di bianchi italiani e bollicine (4)

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(Adnkronos) - In controtendenza va, invece, l'Enoteca Dalmazio di Montalcino. "E' piu' difficile vendere vino della zona - dice Bruno Dalmazio titolare dell'enoteca - perche' lavoriamo moltissimo con i turisti e chi capita nelle nostre zone e' piu' facile che acquisti il vino direttamente in azienda. E mentre gli acquirenti americani - continua - che venivano in enoteca si facevano consigliare volentieri, ora chi viene compra solamente cio' che gia' "conosce" o di cui ha gia' sentito parlare. Gli acquisti si legano cosi' molto di piu' al marchio che al gusto". La quantita' degli acquisti, in termini meramente economici, e' rimasta la stessa, "chi arriva in enoteca da noi, infatti, compra molto. Mentre prima si vendevano meno bottiglie di alto prezzo, ora se ne vendono tante di prezzo inferiore". Le bollicine sembrano fare furore anche a Palermo all'Enoteca Picone. "Oltre ai vini siciliani che restano stabili, c'e' la tendenza, da parte dei nostri clienti - confessa Nicola Picone - di acquistare sempre di piu' Spumante, Prosecco, Franciacorta ma anche vini che erano considerati di "serie B" come Lambrusco e Bonarda. Anche se il compratore e' sempre piu' attento al rapporto qualita'/prezzo e si fa piu' fatica a vendere una bottiglia da 40-50 euro, si riesce a vendere bene anche lo Champagne. In crescita - conclude Picone - anche i vini bianchi aromatici e fruttati come il Gewurztraminer". Sulla stessa linea anche l'Enoteca La Loggia di Orvieto: "c'e' sempre piu' voglia di vini bianchi - dice Chiara Gabrielli - soprattutto quelli con una gradazione piu' bassa come i friulani. C'e' una forte tendenza a bere etichette con una gradazione alcolica piu' bassa che non risparmia neppure i rossi". Di tendenze che cambiano parla anche Giovanni Consonni dell'enoteca Dall'Enologo di Giussano. "In pochi ormai comprano bottiglie ipercostose. Il compito dell'enotecario e' cambiato, c'e' molto piu' lavoro di "back office" per scovare dei vini buoni ma che rimangano in una fascia di prezzo piu' accessibile. Bisogna educare il consumatore - continua - a scegliere per il gusto e non per il "marchio" e offrire al cliente cose buone che siamo andati a scovare e assaggiare di persona. Solo cosi' si riesce a creare un rapporto di fiducia venditore/compratore duraturo nel tempo".